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Fiorentina-Inter, quando l’arbitro cambia il corso della stagione

1 Marzo, 2019 - Scommesse
Fiorentina-Inter, quando l’arbitro cambia il corso della stagione

Il corso degli eventi è influenzabile e può essere cambiato da un momento all’altro. Nella vita, così come nel calcio, le azioni possono capovolgere tutto e gli errori, quelli madornali, finiscono per segnare una partita o una stagione intera. Non è la prima volta che un arbitro si rende protagonista di una decisione alquanto discutibile ma, nell’era della VAR, è impossibile andare a sbattere contro il muro. Tutto è riconducibile a più match e diversi frangenti, ma, nello specifico, prenderemo in considerazione quanto accaduto al Franchi tra Fiorentina e Inter. (qui un breve riepilogo storico dei precedenti tra le due formazioni).

Viola e nerazzurri si sfidavano per tre punti che sarebbero valsi oro nelle rispettive corse europee. La formazione di Pioli aveva la possibilità di mettere ancora più pressione alle dirette concorrenti per l’Europa League, mentre la compagine allenata dal Spalletti doveva ottenere il massimo dalla partita di Firenze per tenere a distanza di sicurezza Roma e Milan, avversarie per i piazzamenti Champions. L’incontro è stato decisamente emozionante, con capovolgimenti di fronte, equilibrio, bel calcio da entrambi i fronti e delle giocate individuali degne di nota. Passano solo 18 secondi e la Fiorentina va in gol, sfruttando una disattenta difesa interista. La risposta non si fa attendere con Vecino e il sorpasso arriva grazie alla perla di Politano. Ad inizio ripresa entra in scena con forza la VAR (i primi silent check sono arrivati durante il primo tempo). Dal campo nessuno sembra accorgersene, ma in sala VAR non hanno dubbi. Abisso conferma le impressioni dei colleghi dopo aver visto le immagini e decreta calcio di rigore per l’Inter dopo il fallo di mano di un giocatore della squadra di casa. Sull’1-3, la chiave tattica dell’incontro cambia. L’errore madornale da parte dei milanesi è stato quello di accontentarsi. Il doppio vantaggio andava più che bene ad Handanovic e compagni, ma la gestione della supremazia non è stata messa in atto. Il baricentro della squadra s’è abbassato. La parte offensiva non è stata più recitata, limitandosi ad un monologo difensivo. La formazione Viola ne ha approfittato e, alla fine della fiera, ha anche meritato di chiudere in parità le ostilità. Magari il pareggio sarebbe arrivato comunque, ma l’epilogo lascia gridare allo scandalo.

Abisso fischia, durante la fine dei minuti di recupero, un calcio di rigore oggettivamente inesistente per fallo di mano di D’Ambrosio. E, quando si parla di “oggettività”, vuol dire che le immagini (dunque il VAR) emette una sentenza insindacabile. Se è nero non può essere bianco, ma nonostante il check l’arbitro sbaglia decisione, cambiando il corso degli eventi. L’introduzione della nuova tecnologia ha permesso al calcio di aumentare la percentuale di correttezza e giustizia, ma di fronte a scandali del genere le risposte sono poche così come le motivazioni, praticamente inesistenti. In ballo ci sono punti pesanti, stagioni, futuro di allenatori, giocatori e società. In ballo ci sono scommettitori, tifosi e amanti del calcio in generale che vengono presi in giro, perché in tal modo viene meno l’onestà intellettuale che dovrebbe stare alla base della vita sociale.